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Osteopatia Neonatale

Osteopatia Neonatale

L’Osteopatia neonatale pediatrica è un ramo dell’osteopatia specializzato per la cura dei bambini che vanno dall’età neonatale fino a quella pediatrica. (dai 2 giorni ai 14anni).

 

Negli ultimi anni sta riscuotendo molto successo, in particolare come forma di medicina  preventiva. Sin dalla vita intrauterina, il neonato può aver subito “danni” che ne hanno provocato disfunzioni.

 

Il parto è il primo grande trauma che ogni essere umano affronta e le sue dinamiche spesso lasciano lesioni che il bambino non riesce a risolvere spontaneamente (parti troppo lunghi, dolorosi, o parti troppo veloci, il tempo medio calcolato dovrebbe essere tra le 2 e 3h mezza).

 

La terapia aiuta fin da subito il neonato che, come primo trauma affronta proprio quello del parto; capita che, a causa di complicazioni, (bambino podalico, cordone ombelicale corto avvolto etc…) sia necessario ricorrere all’uso di strumenti quali il forcipe o la ventosa, che  se usati scorrettamente possono provocare delle lesioni (più o meno gravi) al bambino e talvolta anche alla madre stessa.

 

La specializzazione in osteopatia pediatrica e neonatale prevede trattamenti energetici delicati e per nulla invasivi che vanno ad accompagnare la crescita e il corretto sviluppo del bimbo.

 

La possibilità di curare sin dalla primissima infanzia eventuali malformazioni, scompensi della struttura ossea e disfunzioni dell’apparato membranoso e legamentoso può evitare dolorosi e lunghi percorsi di cura una volta cresciuti.

 

Perché è importante portare un bambino dall’osteopata?

 

Si è dimostrato che “i tessuti hanno memoria”, per questo è importante iniziare trattamenti osteopatici: si evita che le disfunzioni congenite rimangano impresse fino a diventare, nei casi peggiori, Nel momento in cui il feto esce dal canale del parto le ossa (in particolare della testa) ricevono una spinta necessaria a garantire un corretto sviluppo della calotta cranica. Quando la spinta viene a mancare (in caso di cesareo) l’intervento osteopatico può rivelarsi fondamentale per la corretta crescita.

 

In età fetale il bambino possiede una grande malleabilità delle ossa del cranio e, a causa dell’espulsione e delle enormi pressioni cui è sottoposta la testa durante la nascita, questi può subire una deformazione del cranio stesso. Si spiega infatti come, per via di un difficile travaglio ad esempio, molti neonati hanno una forma strana del cranio (ad esempio un cranio allungato, naso più schiacciato, occhio più chiuso, orecchie disallineate…).

 

Spesso le deformazioni del cranio durante l’espulsione nel tempo vengono riassestate completamente, se sono lievi nel giro di una settimana massimo 10 gg, se non si auto correggono, meglio intervenire  a livello osteopatico, una volta verificato con il pediatra, neurologo, che non ci siano patologie.

 

Come detto questo processo non si verifica in maniera completa se la nascita è stata difficoltosa, con conseguenti alterazioni di mobilità di alcune ossa craniche, non ancora saldate, e la possibilità quindi di sviluppare disfunzioni a carico del sistema visivo e occlusale. 

 

In particolare nel parto cesareo il feto passa da una condizione di elevata pressione all’interno dell’utero materno ad una pressoché nulla nell’ambiente esterno.

 

Nel passaggio immediato  tra questi due ambienti il feto è sottoposto  a una forza non trascurabile trasversale rispetto al cranio che ha come conseguenza principale un difficoltoso adattamento alla differenza di pressione.

 

Sia che si tratti di parto naturale che di parto cesareo se le ossa craniche non riescono ad assumere una conformazione “naturale” interviene l’osteopata per riequilibrare e permettere una migliore funzione fisiologica in modo tale da evitare disfunzioni più gravi che potrebbero manifestarsi in caso di mancata cura. A seconda della disfunzione cranica presente, nel bambino possono infatti manifestarsi successivamente problematiche specifiche. Allergie, asma, faringiti, riniti, sinusiti, otiti, adenoiditi, difficoltà respiratoria possono essere legate ad un’alterazione del movimento delle ossa del cranio o di una scorretta mobilità del diaframma toracico.

 

Le alterazioni a carico della colonna e del sacro possono dare luogo a manifestazioni posturali che si evidenzieranno durante la crescita come scoliosi, dismetrie e dimorfismi degli arti inferiori (ginocchia vare,valghe,alterazioni…. dell’arco plantare.

 

La maggior parte delle patologie alle quali può andare incontro un neonato sono per la maggior parte causate da una compromissione dei tessuti membranosi e dei nervi intracranici.

 

 Le patologie che possono essere trattate sono diverse, tra le più comuni: plagiocefalie lievi sotto stretto controllo neuropediatrico (asimmetrie e deformazioni più o meno gravi del cranio e della faccia), torcicollo miogeno (accorciamento dei muscoli del collo del neonato da un solo lato che comporta  una difficoltà del bambino a ruotare la testa dal lato interessato dalla contrazione. Il neonato assume una tipica postura asimmetrica, con il capo sempre girato dalla parte opposta alla contrazione) , lesioni del plesso brachiale o paralisi ostetriche (stiramento o compressione dei nervi), o di reflusso gastrico ( i succhi gastrici vengono in contatto con la parete dell’esofago, provocando bruciore dietro lo sterno e rigurgito acido) , coliche addominali (sindrome dolorosa acuta che, per contrazione spastica della parete muscolare nella sede addominale, provoca dolore forte e improvviso), stipsi, aerofagia, sonno disturbato, iperattività, difficoltà di suzione, difficoltà a deglutire, irritabilità.

        
Perché si possono manifestare delle disfunzioni?

 

L’utero dovrebbe essere pronto ad accogliere il feto nel migliore dei modi possibili, ma purtroppo per una svariata serie di cause, spesso questa condizione non è verificata. È possibile che la madre presenti un bacino eccessivamente stretto o asimmetrico e dare origine a deformazioni craniche di cui sopra nel momento del parto. Il bambino quando nasce è composto per la maggior parte da cartilagine e acqua, di conseguenza tutte le ossa sono molto più fragili rispetto all’età adulta, ma molto più elastiche proprio per permettere il passaggio nel canale vaginale e più facilmente plasmabili.

 

L’osso frontale è quello che viene compresso più frequentemente, mentre I temporali subiscono delle pressioni e degli stiramenti considerevoli con la possibilità di produrre lesioni intraossee che possono portare nel bambino problemi di udito, di otiti ricorrenti,  che  possono verificarsi anche a carico dei condili occipitali creando asimmetrie del foro occipitale.

 

Nei casi più critici la compromissione non è solo a livello osseo, ma riguarda anche le membrane della dura madre che collegano il cranio alla zona dei tre diaframmi. Il movimento di questi diaframmi in caso di salute è sincrono, ma traumatismi e disequilibri possono dare origine a disfunzioni del sistema nervoso.

 

 

Che cos’è il trattamento osteopatico?

 

Le tecniche utilizzabili sono svariate, in generale per i bambini si adotta un approccio gentile e delicato, ma a volte, nel corso del trattamento, può succedere che il piccolo paziente manifesti le sue emozioni e pianga, l’osteopata non fa alcun male.

 

L’obbiettivo principale è quello di ripristinare la funzionalità biomeccanica, l’integrità strutturale e la continuità dei fluidi. Una volta messo il paziente in queste condizioni, inizia quasi spontaneamente il processo di auto guarigione per arrivare a condizioni di funzionalità ottimale.

 

Dopo avere osservato il bimbo da tutti i punti di vista si procede al trattamento di eventuali disturbi funzionali, per alleviare tensioni alla colonna vertebrale o per valutare il corretto movimento e funzionamento delle ossa craniche.

 

Il compito dell’osteopata è quello di reintegrare la normale motilità e mobilità ossea, in modo tale che possa riprendere a collaborare con altri organi in completa armonia.

 

 

L’osteopatia, intesa come trattamento bioenergetico, di ripristino delle normali funzioni, biomeccaniche e psicofisiche, sta trovando sempre più applicazioni e consensi nel trattamento dei bambini fino ad attirare l’attenzione dei centri ospedalieri ove  osteopati si mettono al servizio dei neonati e soprattutto dei prematuri per proporre un ulteriore servizio, a supporto  della medicina tradizionale, per risolvere al meglio problematiche esistenti o che potrebbero svilupparsi al momento della nascita.

 

In quest’ultimo caso infatti l’osteopatia diventa medicina preventiva per rispondere agli insulti di una gravidanza o di un parto difficile, tanto che in alcune nazioni, l’osteopata affianca la gravidanza,  è presente durante il parto e tratta il neonato fin dal primo momento dalla nascita.

 

L’utilità dell’osteopata per madre e bambino Il parto è di per sé un evento traumatico per il bambino per le difficoltà che esso incorre nel passaggio nel canale del parto dovuto soprattutto agli stimoli meccanici che deve affrontare dovuti alle spinte uterine e all’adattamento per il passaggio in uno spazio alquanto ristretto.

 

Tuttavia l’evento è molto importante per il nascituro proprio perché queste stimolazioni meccaniche, se avvengono correttamente, donano al nascituro uno stimolo in termini semplici di energia cinetica molto importante, basti pensare semplicemente alla deformazione del cranio che avviene durante l’incanalamento nel piccolo bacino con accavallamento delle ossa craniche e addensamento energetico che nel momento della fuoriuscita si trasforma in energia cinetica di movimento che amplifica quello che in osteopatia viene chiamato “respiro della vita”.

 

Il lavoro dell’osteopata diventa utile per garantire che il parto sià l’evento meno traumatico possibile sia per la mamma che per il neonato e per stimolarne i benefici in termini di sviluppo futuro del bambino.

 

In che fasi può operare un osteopata pediatrico:

DURANTE LA GRAVIDANZA in preparazione del parto al fine di mettere la mamma nelle migliori condizioni per avere un parto il più fisiologico possibile, ma allo stesso tempo ad alleviarla di quei disturbi spesso frequenti e dovuti a un adattamento del corpo per dar spazio al futuro nascituro che possono generare lombalgie, cervicalgie, disturbi neurovegetativi come nausea o vertigini, problematiche posturali, pesantezza e gonfiore delle gambe.

 

IN PREPARAZIONE DEL PARTO per mantenere elasticità muscolo-legamentosa del bacino, consentire un perfetto allineamento delle ossa iliache, nella maniera più fisiologica possibile, aiutare e stimolare, velocizzare  i normali processi fisiologici, atti per il pre-post-partum nutazione e contro nutazione;

 

 

Dal latino nutatio (→ ondeggiamento), derivato da nutare (→ inclinarsi, vacillare):  termine utilizzato per descrivere un movimento oscillatorio, caratterizzato da modiche escursioni e limitati spostamenti, rispetto all’asse; deviazione oscillatoria, di piccola entità.

 

Nel movimento pendolare di rotazione dell’osso sacro rispetto ai due emibacini, questi ruota in avanti, attorno ad un asse trasverso passante per le articolazioni sacro-iliache, in modo tale che il promontorio del sacro si sposta in basso e in avanti e l‘apice del sacro ed il coccige si spostano in direzione postero-superiore: in altre parole il sacro si orizzontalizza, le ali iliache si avvicinano e le tuberosità ischiatiche si allontanano, con conseguente modifica delle dimensioni dello stretto inferiore del bacino. La nutazione è limitata dai legamenti sacroiliaci anteriori e dai legamenti sacro spinoso e tuberoso. 

 

Il movimento opposto è detto contronutazione.

 

  • ALLA NASCITA DEL BAMBINO PREMATURO per stimolare il sistema neuropriscomotorio già da subito attraverso un tocco delicato, dolce e non invasivo ed accompagnarlo ad uno sviluppo adeguato e normale.

 

  • ALLA NASCITA DEL BAMBINO A TERMINE per prevenire qualsiasi complicanza che ritardi uno sviluppo corretto, per problematiche legate alla suzione, torcicollo, RGE reflusso gastro esofageo, aerofagie, flatulenze o stipsi

 

  • DOPO IL PARTO per la mamma per ritrovare la normale funzionalità somatica, ma anche per il trattamento delle aderenze cicatriziali in caso di parto cesareo, riassetto muscolatura perineale e ripristino muscolatura e sensibilità pavimento pelvico, problematiche di incontinenza e desensibilizzazione delle innervazioni vaginali, dolori durante i rapporti intimi, in caso di episiotomia, o anche in caso di parti “normali” e per avere istruzioni utili sulla gestione del neonato con trattamenti da effettuare anche autonomamente.

 

  • DURANTE LO SVILUPPO del bambino per prevenire o trattare disfunzioni somatiche come la scoliosi, le malocclusioni dentali, i disturbi neurovegetativi, posture scorrette, i dismorfismi degli arti inferiori , cefalee o emicranie, lo strabismo che si possono verificare a seguito di lesioni delle membrane intracraniche piuttosto che somatiche o viscerali.

 

 

Parliamo di bambini più grandi


Quando i bambini diventano più grandicelli si possono presentare altre problematiche come piedi piatti o cavi, ginocchia valghe o vare, ritardi dello sviluppo psico-motorio, problemi oculari sia di deficit di visus che di strabismo, ritardi nel gattonare o camminare, ernia inguinale, nei maschietti il testicolo ritenuto, problemi della sfera otorinolaringoiatrica come otiti e mal di gola frequenti. L’osteopata tratta anche problemi di malocclusione che spesso richiedono lunghi e talvolta dolorosi interventi odontoiatrici, di bruxismo, in abbinamento a staff di odontoiatri, e odontoiatri dentosofici, con dei protocolli ben definiti, lavori quindi in team; scoliosi, cifosi e lordosi non fisiologiche, lavorando ove necessita in team con ortopedici e con protocolli, problemi respiratori con o senza manifestazioni asmatiche.

 

Se la pianta cresce storta, l’albero non sarà mai dritto”:

 

diamo quindi la possibilità ai nostri piccoli pazienti o figli di poter recuperare ciò che, per svariate cause involontarie, è venuto loro a mancare.